Dieci cose tipiche di Monteverde

26 Maggio 2022

Sulla maggior parte delle mappe di Roma la scritta “Monteverde” non c’è. Amministrativamente questo quartiere dovrebbe chiamarsi “Gianicolense”, che é poi il nome che viene usato dagli “stranieri”, ossia da chi questa parte di Roma tra Trastevere, Portuense e Bravetta non la vive, non la conosce e magari si limita ad attraversarla per spostarsi da una parte all’altra della città.
Monteverde” – diviso poi tra “Nuovo” e “Vecchio” lungo ipotetici confini da sempre oggetto di acceso dibattito – è quindi più che altro uno stato d’animo, una lettura gentile a margine di una città spesso anonima e caotica, un toponimo antico di quando qui ce stavano le pecore che è sopravvissuto all’urbanizzazione e ha continuato a vivere di vita propria. Né Roma Sud, né Roma Nord né tantomeno “Gianicolense”: Monteverde è un luogo che esiste nel cuore e nella mente dei suoi abitanti. Pulsa di storie, di ricordi, di modi di dire, di vie, scalinate e viette che hanno mille segreti e che tutti insieme costituiscono l’architettura di un quartiere che da sempre genera un grande senso di appartenenza, forse non strillato, magari meno noto di altri contesti che vanno di moda, ma di sicuro solido come la roccia!

I tre grandi ospedali – Forlanini, San Camillo e Spallanzani -, la splendida e insostituibile Villa Pamphili e il colle del Gianicolo; dentro questi riferimenti c’è un mondo che da circa cento anni ha un suo vivido immaginario, i suoi riti, i suoi codici.

Siamo così innamorate del nostro quartiere che abbiamo addirittura creato una linea di gadget “Monteverde” con magliette, tazze, caramelle e altre amenità. Per farvi capire il livello 😅!

In questo articolo proviamo a raccogliere le dieci cose che secondo noi rappresentano le pietre angolari, i must, di un monteverdino doc. Una volta lette poi vogliamo sapere cosa ne pensate nei commenti in fondo alla pagina! Siete d’accordo con noi? Qualcosa da aggiungere? Da Togliere?

10 – Spesa al mercato di Piazza San Giovanni di Dio

Il mercato rionale di Piazza San Giovanni di Dio, nel cuore di Monteverde Nuovo, è uno dei mercati storici più grandi di Roma. Da anni al centro di ipotesi di ristrutturazioni più o meno avveniristiche al momento resta come è sempre stato: i banchi di ferro, mille colori, mille sapori, vecchiette che fanno la fila, banchi orientali, banchi del pesce, antiquariato, libri usati, casalinghi, fiori. Un vero mercato romano dei tempi che furono, un tuffo nella Roma degli anni ’70 che tutti gli abitanti di Monteverde almeno una volta (se non tutti i giorni) hanno visitato.

Tra i banchi del Mercato. Foto di Tripadvisor
Tra i banchi del Mercato. Foto di Tripadvisor

9 – Un giro sul tram 8

Monteverde è attraversata da uno dei grandi viali che formavano un anello attorno a Roma. Ci sono infatti tante “circonvallazioni” che circondano la città. Da noi c’è la Gianicolense che dalla Stazione Trastevere sale con una larga curva fino al Casaletto. Protagonista indiscusso della Circonvallazione è “l’otto” ossia il tram che la percorre nella carreggiata centrale, scortata da filari di grandi platani.
Monteverde non ha la metro. “L’otto” – se escludiamo le ferrovie locali e l’ottima stazione “Quattro Venti” – è l’unico mezzo su rotaia che la collega con il centro della città. L’8 è un tram iconico. In pochi minuti porta i monteverdini a Trastevere e in Centro attraversando bellissimi viali alberati. Per gli abitanti del quartiere l’8 è libertà, possibilità di andare in giro senza dover spostare la macchina, una garanzia, una certezza. Quella con il tram è una vera storia d’amore lunga decenni. Prima dell’8 – istituito nel 1998 – i binari servivano la leggendaria linea 13 che collegava l’allora capolinea di Piazza San Giovanni di Dio addirittura con Largo Preneste. Si tratta di una delle poche linee di tram che non è mai stata smantellata. Il tram a Monteverde c’è da sempre.

L'8 alla fine della Circonvallazione Gianicolense, nei pressi della Stazione Trastevere
L’8 alla fine della Circonvallazione Gianicolense, nei pressi della Stazione Trastevere

8 – A teatro al Vascello

Al 78 di via Carini, nel cuore di Monteverde Vecchio, esiste da decenni una fabbrica di sogni e di emozioni. È il Vascello, oggi teatro e fino al 1989 importante cinema di Roma. Un vero punto di riferimento per gli amanti del teatro moderno e della cultura in città, ospita da anni spettacoli importanti che hanno attirato pubblico da tutta Italia. Famoso il sodalizio tra il Vascello e il duo Antonio Rezza e Flavia Mastrella. Se stai a Monteverde passare delle serate al Vascello è semplicemente fondamentale.

L'esterno del Teatro. Foto Google Maps
L’esterno del Teatro. Foto Google Maps

7 – Relax a Largo Ravizza

Nella parte alta della Circonvallazione Gianicolense si apre un grande piazzale recintato noto nel quartiere con il nome di “Largo Ravizza“. È un luogo molto piacevole dove passare il tempo, c’è un piccolo parco giochi e sul lato opposto un chioschetto per colazioni, pranzi e aperitivi che ha aperto da qualche anno. L’atmosfera è splendida, lo slargo è circondato da pregevoli villini dei primi anni ’20 e tutta la piazza si affaccia sulla facciata della scuola Oberdan. Il realtà Largo Ravizza è il vero cuore di Monteverde Nuovo, il luogo da cui tutto è iniziato. Si tratta, infatti, dei giardini di Villa Baldini (di cui resta ancora la fontana settecentesca al centro e i pini secolari) che appunto è divenuta poi la scuola Oberdan. La Villa era in posizione dominante e possedeva ampi terreni intorno. Il quartiere di Monteverde nacque proprio dalla lottizzazione dei terreni della Villa e le prime costruzioni sorsero adiacenti all’edificio e in stile liberty, dando alla zona il nome “Villini” con cui gli abitanti fanno riferimento alle vie intorno al Parco. Ci si siede a una panchina o al baretto a sorseggiare qualcosa o a leggere il giornale. Top!

Largo Ravizza

6 – Gelato da Tony

Tony è IL gelato di Monteverde. Dalla sede storica a Piazza San Giovanni di Dio a quella di oggi ai Colli Portuensi, nei decenni ha sfamato, dissetato, deliziato e rimpinzato generazioni di monteverdini. Buonissimo, iconico, domenicale, feriale, da passeggio o da panchina. Il gelato di Tony te lo devi accatta’, non si discute!

L'interno della gelateria. Foto di Tony
L’interno della gelateria. Foto di Tony

5 – Il cannone al Gianicolo

Chi non è andato la domenica mattina, puntuale alle 12, a vedere il cannone sparare a Piazzale Garibaldi? Non è semplicemente possibile mancare questo appuntamento salutato con entusiasmo da turisti e romani. Il Gianicolo lo dividiamo con i trasteverini, è vero, ma al 50% è nostro, non ci piove. Generazioni di monteverdini si sono arrampicati su per via Fonteiana o per Viale dei Quattro Venti per assistere a questo rito, assistere al famoso spettacolo di marionette e andare a guardare la città dall’alto. Uno dei panorami più affascinanti del mondo. Ottimo come aperitivo prima del pranzo domenicale

Cannone al Gianicolo

4 – Una pizza da Gino al Villino

Azzardiamo: una delle migliori pizzerie di Roma. Gino al Villino esiste da sempre e si affaccia su Largo Ravizza. Si chiama così perché i suoi locali si trovano dentro uno degli iconici villini liberty della zona. Una pizzata da Gino al Villino è un’esperienza monteverdina pura. Una vera presa a bene. Ve tocca.

Esterno del ristorante Gino al Villino a Monteverde Nuovo

3 – Il 44

Il 44 è un autobus fondamentale per il quartiere. Lo attraversa completamente, passando per Monteverde Vecchio e per Monteverde Nuovo. Tocca scuole, licei, mercati, uffici pubblici. Ti porta in centro facendo un giro bellissimo. Ti riporta a casa facendo un giro altrettanto bello. Si arrampica sbuffando per le ripide salite, carica e scarica gente di tutte le età, di mille paesi diversi. All’orario di uscita delle scuole viene preso d’assalto da orde di pischelli armati di zaini e carichi a molla perché la giornata è iniziata. Esiste da sempre. Pare che un tempo fosse un filobus alimentato a corrente e che poi qualche genio ebbe l’idea di usare il diesel, smantellando la rete elettrica.
Però, elettrico o a motore, era sempre lui: il 44!

Il 44 a Teatro Marcello

2 – Villa Sciarra

Villa Sciarra è piccola e non sempre conosciuta, ma è davvero un angolo di paradiso. Addossata sul colle del Gianicolo, ha degli scorci mozzafiato che spaziano su Trastevere e su Testaccio. Un tempo era una vigna di proprietà della famiglia Barberini. È incastonata nelle Mura Gianicolensi e qui nel 1849 si combattè la fase finale della difesa della Repubblica Romana contro l’invasore francese (i cannoni di Oudinot aprirono delle brecce proprio dove ora si trova l’ingresso vicino Largo Giovanni Berchet). Fu poi adibita a villa privata dai ricchi coniugi statunitensi Wurtz che la regalarono allo Stato negli anni ’30 dopo averle donato un sapore tardo romantico (furono loro ristrutturare il giardino così come lo vediamo ora). Divenne così un parco pubblico che è oggi molto amato dagli abitanti del quartiere.

Casino Barberini, all'interno della Villa. Oggi sede dell'Istituto Italiano di Studi Germanici
Casino Barberini, all’interno della Villa. Oggi sede dell’Istituto Italiano di Studi Germanici

1 – Villa Doria Pamphili. “Villa” per noi

Senza ombra di dubbio Villa Pamphili è il luogo più importante e amato di Monteverde. Fin dalla sua apertura, a inizio anni ’70, masse di romani si sono riversate sui prati e sotto i pini di questo gigantesco polmone verde. A correre, a passeggiare, a suonare in libertà, a fare pranzetti, aperitivi, pic nic: “Villa” – così è chiamata con amore viscerale – è una certezza. In tutte le stagioni.
Da San Pancrazio a Monteverde Vecchio fino a Piazzetta Bel Respiro a Monteverde Nuovo e giù alla Nocetta, la villa unisce le due anime del quartiere con un amore incondizionato al punto che quando ci si incontra tra monteverdini la prima cosa che si chiede è “sì, Monteverde, certo: ma QUALE INGRESSO?”.

Villa Pamphili ha regalato a Monteverde quella qualità della vita che in una città complicata come Roma è a volte, purtroppo, soltanto un miraggio. E noi la amiamo e la veneriamo come una vera divinità pagana.

Villa Pamphili nei pressi della pineta

Dicci la tua!

Abbiamo raccolto le dieci cose secondo noi più importanti per il monteverdino. Sei d’accordo? Dicci la tua nei commenti qui sotto!

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Anonymous
Anonymous
1 mese fa

Solo 1: un monteverdino doc chiama Largo Ravizza con il nome: I giardinetti

lepetre
Admin
lepetre
1 mese fa
Reply to  Anonymous

Hai ragione per noi monteverdini sono i giardinetti, prima dove nonna e genitori ci portavano alle giostre, poi dove alle medie andavamo con i compagni di classe e poi quando eravamo piu’ grandi dove ci incontravamo con gli amici per uscire la sera. Era cosi’ pure per te?

Alessandro
Alessandro
22 giorni fa

La gelateria Tony è tutto tranne che Monteverde. Il Miami è la gelateria di Monteverde.

lepetre
Admin
lepetre
18 giorni fa
Reply to  Alessandro

Tony nasce nel cuore di Monteverde a due passi dal mercato di San Giovanni di Dio e oggi e’ sui Colli Portuensi, piu Monteverde di cosi!! Per le preferenze ognuno ha i propri gusti, per noi Tony e’ imbattibile.

Efix
Efix
21 giorni fa

Avete dimenticato Desideri, prima Cristiani, tra le migliori pasticcerie di Roma 😉👍

lepetre
Admin
lepetre
18 giorni fa
Reply to  Efix

Vero le pasticcerie ce le siamo un po’ dimenticate, la mia personale era Giacomelli, ma anche Ghimenti.

CARMINE MASELLIS
CARMINE MASELLIS
18 giorni fa

Bella la recensione del quartiere, io avrei inserito anche la stazione quattro venti, altra ottima possibilità di collegamento alle metro.

lepetre
Admin
lepetre
18 giorni fa

Grande, e’ questo che volevamo stimolare ognuno ad aggiungere un pezzetto, puntiamo ad arrivare a 100 cose tipiche di Monteverde. Anche la Stazione di Trastevere per i piu’ vecchietti come me andrebbe aggiunta.

paola balzarro
paola balzarro
4 giorni fa

Un po’ troppo orientata su monte verde nuovo per i miei gusti…🤣 Io parlerei della Pasticceria dolci desideri di via barrili, della gelateria di fronte a San Pancrazio (e la stessa basilica con le sue catacombe!🤪) dei luoghi delle battaglie garibaldine e delle casette intorno a via Poerio, …Ma vi apprezzo moltissimo e ho comprato da voi diversi gadget dopo che la mia amica Alessandra mi ha regalato una splendida tazza!

lepetre
Admin
lepetre
4 giorni fa
Reply to  paola balzarro

Bravissima Paola, questo volevamo che ognuno aggiungesse del suo. Io ad esempio ho fatto le elementari alla Gaetano Grilli, la scuola all’aperto sotto la statua di Anita, anni meravigliosi. La Basilica di San Pancrazio pure e’ un punto di riferimento per molti avvenimenti famigliari. Grazie per il tuo contributo.