Quella di Gorjuss è una storia bellissima che riguarda ciascuno di noi

11 Marzo 2020

Non tutti conoscono la storia che si nasconde dietro le famose bambole Gorjuss by Santoro London. Ed è un peccato, perché è una storia che merita davvero di essere raccontata.

Queste bambole sono sicuramente belle, ben fatte, super accessoriate, è vero. Però c’è un dettaglio che le rende uniche e che di certo non può esservi sfuggito: le Gorjuss non hanno la bocca. Il loro volto, quindi, è appena accennato, hanno al massimo i loro intensi occhi neri e per esprimere la loro emotività resta il loro corpo, la loro gestualità, la loro tenerezza.

Questa particolare condizione emotiva non è frutto di una finzione o di un’invenzione bella e buona. Il tutto è infatti riconducibile alla vicenda umana della creatrice delle Gorjuss, la disegnatrice scozzese Suzanne Walcott. Dovete infatti sapere che la Walcott ha un grave handicap fisico: è muta, non può parlare. È per questo che le bambole che ha inventato non hanno la bocca. Allo stesso tempo, proprio come la sua creatrice, queste bambole hanno una straordinaria capacità comunicativa: pur non avendo la bocca riescono comunque a parlare, dimostrando così che l’emotività, la personalità, i sentimenti possono essere espressi in tanti modi diversi, anche da parte di chi ha avuto la sfortuna di ritrovarsi senza uno strumento fondamentale come la parola.

È questo il segreto delle bambole Gorjuss. La loro straordinaria dolcezza, la loro malinconia, la loro capacità di amare, la loro carica emotiva, il loro messaggio di speranza. Qualcosa che non è certo sfuggita al team di Santoro London che nel 2010 ha deciso di iniziare a produrre bambole e accessori basandosi sui disegni di Suzanne Walcott, facendo così esplodere in tutto il mondo la fama di queste piccole bambole immaginate nella Glasgow degli anni ‘80, da una donna straordinaria che ha saputo trasformare un apparente limite in una forza dirompente.

Sì, ne siamo certe, il vero significato delle bambole Gorjuss è senza dubbio la speranza.

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