JK Rowling: come è nata la storia di Harry Potter

15 Ottobre 2021

Dai più piccini ai più grandi tutti sanno chi è: JK Rowling è l’autrice di Harry Potter. Ma non è solo questo, è molto molto altro. Scopriamo insieme la sua vera storia e come si intreccia con quella del maghetto di Hogwarts e dei suoi incredibili amici.

Joanne Rowling è diventata famosa in tutto il mondo per aver scritto i romanzi della saga di Harry Poter che hanno avuto un successo planetario ineguagliabile a qualsiasi altro romanzo nella storia. Ma chi era prima di raggiungere questo successo? E com’è cambiata dopo?
Partiamo intanto dal suo pseudonimo, quello con cui è conosciuta perché lo ha usato per firmare i libri di Harry Potter: JK Rowling.
Molti erroneamente pensano che Joanne Rowling si chiami Joanne Kathleen Rowling ma non è così.
La casa editrice che acconsentì a pubblicare il primo libro della saga fantasy era preoccupata che i bambini (tendenzialmente più interessati a questo genere rispetto alle bambine) non avrebbero acquistato libri scritti da una donna, così invitò la scrittrice a scegliere uno pseudonimo. Lei scelse di aggiungere all’iniziale del suo nome (la J di Joanne) quella del nome di sua nonna: la K di Kathleen. I suoi libri non solo hanno smentito la preoccupazione della casa editrice relative al genere ma soprattutto hanno attratto persone di tutte le età. Da quel momento il suo pseudonimo non la lascerà più. Tanto che per pubblicare un’altra serie di romanzi, indipendenti dalla saga di Harry Potter, ha scelto un altro pseudonimo: quello di Robert Galbraith, con cui nel 2013 con il libro Il richiamo del cuculo ha dato vita a una serie di gialli incentrati sulla figura dell’investigatore privato Cormoran Strike. Inizialmente questi gialli non ebbero un grandissimo successo, sebbene molti critici rimasero stupiti dalle capacità di quello che si era presentato come uno scrittore al suo debutto. Quando fu scoperto che Robert Galbraith è né più né meno che Joanne Rowling anche questi libri andarono a ruba.

Ma chi è questa donna, scrittrice, sceneggiatrice e produttrice cinematografica, dall’immaginazione fervente e geniale?

Rowling fin da bambina ha sempre mostrato una spiccata fantasia: a soli sei anni ha scritto la storia di Rabbit, un coniglio con il morbillo, e a dodici ha scritto un romanzo che tratta di sette diamanti maledetti.

Le persone che ha conosciuto nel periodo della scuola ispireranno i personaggi della saga di Harry Potter: il preside delle elementari diventerà Albus Silente; il suo migliore amico ispirerà la figura di Ronald Weasley, mentre il suo professore di chimica, con cui non ebbe mai brillanti rapporti, ispirerà il personaggio di Severus Piton. (Lei a volte si riconosce in Hermione anche se alcuni aspetti biografici sembrano coincidere con quelli di Harry).

Dopo l’università si trasferì a Londra dove ha lavorato per Amnesty International. È proprio in questo periodo che, su un treno, Rowling inventò il personaggio di Harry Potter, seguito poi da Hermione, Ron, Neville e Hagrid. Iniziò così a scrivere il primo romanzo, Harry Potter e la pietra filosofale, durante le pause pranzo.
Si trasferì poi in Portogallo per lavorare come insegnante di inglese. Qui conobbe il giornalista Jorge Arantes con cui si sposò e con cui nel 1993 ebbe una bambina: Jessica Isabel. Quello stesso anno però Joanne si separa dal marito e si trasferisce a Edimburgo con la figlia per vivere con la sorella.

Non è chiaro il motivo di questa separazione ma è noto che Joanne soffrì molto perché una volta tornata dal Portogallo attraversò un periodo molto buio e difficile. Fu colpita infatti da una forte depressione e si trovò anche in grandi difficoltà economiche perché era disoccupata e poteva contare solamente sui sussidi statali per lei e per sua figlia. Ma, incredibilmente, è proprio in questi anni che porta a termine quello che diventerà il romanzo più famoso del mondo. Approfittando delle passeggiate per far addormentare Jessica, Joanne andava al pub del cognato, “The Elephant House” dove, attraverso le vetrine, vedeva sempre una scuola monumentale pensando che sarebbe stata perfetta per tenerci delle lezioni di magia! Proseguiva così la scrittura del suo romanzo che considerava l’unica cura alla profonda crisi che stava attraversando.

Nel 1995 Harry Potter e la pietra filosofale era terminato e Joanne era alla ricerca di un agente letterario. Dopo innumerevoli porte in faccia Christopher Little accettò di diventare il suo agente. Tutte le dodici case editrici a cui fu proposto il romanzo si rifiutarono di pubblicarlo (e i direttori ancora si mangiano i gomiti!) finché il presidente di una piccola casa editrice indipendente, la Bloomsbury, decide di far leggere i primi capitoli a sua figlia Alice la quale li divora e chiede di poter avere il seguito del libro.
La Bloomsbury pubblica così il primo romanzo della saga di Harry Potter con una cauta tiratura limitata di mille copie. Christopher Little non ha molta fiducia nell’operazione e invita spesso Joanne, che è già diventata JK Rowling iniziando a usare il suo pseudonimo, a non farsi illusioni e a cercare un vero lavoro. Le prime mille copie si esauriscono in beve tempo. La casa editrice inizia a ristamparle.

Quello che è successo dopo è noto a tutti.

JK Rowling ha venduto milioni di copie, ha scritto tanti altri libri, Harry Potter è stato trasportato in film al cinema e in una serie infinita di gadget, giochi e articoli per la scuola. Esistono addirittura dei negozi dedicati a Harry Potter.
La storia di Joanne è insomma una bella storia, non solo perché è quella di una donna che grazie al suo coraggio e alla sua forza è riuscita a risollevarsi da una condizione durissima fino ad avere un successo mondiale, ma soprattutto perché nel farlo ha dovuto affrontare anche gli stereotipi di genere. Quello pseudonimo che doveva nascondere che si trattava di un’autrice donna ha invece finito per mostrare la scarsa lungimiranza delle case editrici e le difficoltà che le donne sono ancora costrette a subire.